L’ evoluzione ( 1973 - Oggi)

In questi anni la famiglia Napoli, pur mantenendosi fedele ai codici e alle regole di messinscena della tradizione, lavora per adattare l’Opra catanese alle esigenze di un pubblico nuovo.

Infatti, negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, il pubblico popolare dell’ Opra cominciò a disertare i teatri. Finiva l’epoca delle puntate serali. Bisognava fare breccia in un pubblico non popolare, in persone non “iniziate” che poco sapevano degli intrecci delle storie cavalleresche e che comunque non sarebbero tornate a teatro l’indomani. Le difficoltà di adattamento dello spettacolo dei pupi erano principalmente di due ordini. Bisognava innanzitutto costruire spettacoli che presentassero in una sola sera una vicenda già conclusa, rinunciando alla fruizione ciclica tradizionale, o comunque conservandola solo per rare e particolari occasioni. Poi bisognava “calibrare” i codici tradizionali della messinscena col gusto di un pubblico diverso da quello popolare. Un’altra difficoltà si aggiungeva a queste: diventava sempre meno facile reperire spazi che consentissero ai “pupi grandi” di agire, poiché non era sempre possibile trovare sale adatte a montare il loro palcoscenico e boccascena.

Per risolvere il problema e portare i pupi catanesi in ambienti ristretti, come le palestre e i teatrini scolastici, le sale parrocchiali, le sale conferenze di circoli e sodalizi culturali, Natale Napoli escogitò nel 1973 l’idea dei “pupi piccoli” di cm. 80, che, ridotti nelle dimensioni, consentirono alla tradizione catanese di confrontarsi con un numero ben maggiore di pubblici di quanto avrebbero permesso i “pupi grandi”.

Pupi grandi
"pupi grandi"
Pupi piccoli
"pupi piccoli"

I “pupi piccoli” segnarono un vero e proprio “passaggio epocale”: essi, mantenendo assolutamente intatti codici, regole e tecniche della messinscena tradizionale, assicurarono la possibilità di affezionare all’Opra catanese un nuovo pubblico, composto da giovani in età scolare e studenti universitari, professionisti, borghesi, e uomini di cultura.

Nel 1978, i fratelli Napoli ricevono dai Reali d’Olanda il prestigioso Praemium Erasmianum, che “corona persone ed istituzioni che per la loro attività hanno arricchito la cultura europea”. La motivazione ufficiale con cui fu assegnato il premio riconosceva ai Napoli il loro impegno nell’adattare le antiche favole cavalleresche della tradizione siciliana alle esigenze ed al gusto del pubblico contemporaneo: “Quia secundum priscum morem Siciliae antiquas fabulas populares incorrupte nec tamen sine cura atque respectu spectatorum huius temporis exprimunt.”

Amsterdam - 3 Giugno 1978 - Palazzo Reale
Amsterdam - 3 Giugno 1978 - Palazzo Reale
Amsterdam, 1978 - Praemium Erasmianum
Amsterdam, 1978 - Praemium Erasmianum

Sempre in questi anni, alla morte del padre Natale, Fiorenzo diventa direttore artistico della compagnia e i suoi figli Davide, Dario e Marco apprendono anch’essi le regole di mestiere, assicurando la continuità alla tradizione catanese dell’Opera dei Pupi.

La Marionettistica dei fratelli Napoli - ogg
La Marionettistica dei fratelli Napoli - oggi